Uno spettacolo sul bullismo
da un’idea liberamente ispirata all’omonimo racconto di Alberto Moravia
Ci sono tanti modi per sentirsi sicuri. A volte basta avere un coltello in tasca. Basta averlo sin dai tempi della scuola. Con quel coltello puoi imporre la tua volontà, puoi far sentire gli altri più deboli, puoi convincere te stesso di essere importante. Ma quel coltello può diventare anche facilmente l’unico filo rosso che unisce ogni gesto della tua vita.
E’ quello che accade al protagonista dello spettacolo. Cresciuto, sin dai banchi di scuola, con la spregiudicata sicurezza che un coltello possa risolvere ogni cosa, egli continua a mettere in pratica atteggiamenti spavaldi e comportamenti arroganti propri di chi confida appunto in un coltello più che sulla propria ragione. Tuttavia, un incontro inaspettato cambierà all’improvviso il corso della sua vita, mandando in frantumi una sicurezza che spesso è solo di facciata e facendo emergere quelle debolezze che per lunghi anni sono state semplicemente rimosse, ma che appartengono ad ogni uomo.
Tutto lo spettacolo, pur partendo dall’idea di un racconto di Moravia, dipana una storia del tutto originale, nel corso della quale il protagonista scopre lentamente e sorprendentemente che l’essenza più profonda dell’uomo non risiede nella capacità di costruirsi una maschera, bensì nel dare spazio a quello che si è veramente, aprendosi in tal modo la strada ad un futuro nuovo e sicuramente migliore.
Conoscere se stessi è l’unico modo per gettare via un coltello che per troppo tempo si è tenuti in tasca.
Drammaturgia: Angelo Callipo
Regia: Angelo Callipo
Scene: Ennio Ecuba e Veronica Netti
Disegno luci: Pasquale Papa
Attori in scena:
Mariano Massa, Maurizio Azzurro, Michele Tarallo, Lorena De Marino



