liberamente ispirato a “Le calosce fatate”di Hans Christian Andersen

Spettacolo vincitore del XXIV Festival di Teatro per Ragazzi Città di Padova


Drammaturgia e Riduzione Scenica:
Roberta Sandias.
Scene e Regia: Michele Monetta
Musiche: Maria Gabriella Marino
Attori in scena: Roberta Sandias, Paola Maddalena, Gennaro di Colandrea, Pietro Marullo, Maurizio Azzurro

Da una delle fiabe meno note di Andersen “Le calosce della felicità” trae spunto lo spettacolo che vuol essere un omaggio al grande scrittore danese

Lo spettacolo, dal forte impianto surreale, si basa sul desiderio. Cos’è il desiderio se non una mancanza, un vuoto da colmare? La stessa parola “desiderio” etimologicamente si riferisce allo “spazio siderale” dal quale, spesso, attendiamo un cambiamento – se non un miracolo- per ottenere una risposta o un dono alle nostre richieste più nascoste e più intime. Con la complicità di due energie differenti- la fata del dolore e la fata della felicità che ricordano il dualismo cosmico presente nella cultura occidentale e orientale – la vicenda si muove in maniera leggera, attraverso una disputa di opposte opinioni tra le due fate che si confrontano sulla possibilità di cambiare i destini degli uomini realizzando i loro sogni, o opponendosi ai loro desideri anche più elementari.

E così, grazie ad un paio di calosce fatate, una guardia notturna, un poeta ed uno studente, si vedono catapultati in situazioni oniriche che dimostrano che non sempre la soddisfazione dei propri desideri porta alla felicità. La domanda che noi ci poniamo è: cosa sarebbe una vita senza desideri…senza vuoti da colmare?