di Aristofane

 Adattamento Roberta Sandias
Regia Maurizio Azzurro
Maschere Emilio Bianconi
Scene e Costumi Collettivo la Mansarda

La Lisistrata (Λυσιστράτη) è una commedia di Aristofane che venne rappresentata nella Atene del 411 a.C. (in occasione del concorso poetico delle Lenee, sotto lo pseudonimo di Callistrato), durante la guerra del Peloponneso. Il titolo deriva dal nome dell’eroina protagonista, Lisistrata ovvero: “colei che scioglie gli eserciti”. È nota al grande pubblico per il celebre sciopero delle donne, con cui tutte le donne elleniche, convinte dall’ateniese Lisistrata, ricattano gli uomini, negandosi a loro, affinché pongano fine alla guerra del Peloponneso che da lungo tempo travagliava la Grecia. Le donne riusciranno poi nel loro intento, ma gli uomini non riconosceranno loro il merito del progetto politico. Si tratta di una delle più antiche commedie satiriche giunte fino ai giorni nostri, ed i cui temi più espliciti sono l’amore e la politica (l’emarginazione femminile e la guerra). L’efficacia satirica dell’opera è provata dalle reazioni negative della critica antica, che la biasimò. Questa commedia è “il primo testo della cultura occidentale che affronti il problema dell’emarginazione femminile, senza limitarsi al lamento ‘patetico’, che ribadisce le catene, e senza offrire soluzioni giustificate dall’eccezionalità della personalità eroica e limitate ad essa. L’una e l’altra cosa aveva fatto Euripide, soprattutto nella Medea. Qui la funzione comico-drammatica esprime una fattiva volontà di cambiare il mondo e di porsi come soggetto storico”.

La questione del potere femminile non è posta nei termini neutrali di un ampliamento della struttura partecipativa, ma è sempre connessa con il rischio di una dissoluzione dei limiti e delle formazioni proprie della cultura e di uno sconvolgimento della natura delle cose.

Nel nostro allestimento l’ètà felice del matriarcato è sottolineata dalle scene e dai costumi di ambientazione rurale, ispirata ai paesi del mediterraneo: la Grecia ma anche la Sicilia.

L’inserimento di una pantomima in maschera, vuole essere un omaggio alla commedia greca, e nello stesso tempo regala respiro ai ferratissimi tempi comici della rappresentazione, che forte della vis rappresentativa di Aristofane e di ventidue attori in scena, si dipana in un tourbillon di scene dal ritmo incalzante e dal sicuro impatto comico.

Tuttavia, a non dimenticare l’impegno politico dell’opera di Aristofane, lo spettacolo si apre con un coro femminile “tragico”, che attraverso alcuni versi dei maggiori poeti del novecento per ribadire la denuncia contro la guerra, di ogni epoca ed in ogni sua forma.