Lo spettacolo, allestito in occasione del quattrocentesimo anniversario dell’introduzione di Pulcinella sulle scene come maschera teatrale ad opera del capuano Silvio Fiorillo, trae origine da due testi della tradizione culturale campana: la “Fiaba dell’orco”, dal seicentesco Pentamerone di G. B. Basile, e “Il Prologo di Pulcinella”, una commedia per guarattelle del novecento napoletano.
In entrambe le opere, differenti per stile e linguaggio, ricorrono le avventure in cui si barcamenano i personaggi, nonché alcune ambientazioni e alcuni modelli narrativi.L’allestimento vuole essere un pretesto per indagare la figura di Pulcinella, che, approdato sulle scene, porta a compimento un percorso che vede la sua origine perdersi nel tempo.
Lo spettacolo si propone dunque di affrontare una ricerca sulle origini di questa maschera, che risalgono a tempi arcaici e che racchiudono significati antropologici che vanno al di là della figura oleografica che è oggi approdata nell’immaginario collettivo. Pulcinella racchiude una sua “sacralità”, era considerato un tramite tra il regno dei morti e quello dei vivi, ed è carico di significati simbolici, al confine tra sacro e profano.
Ed è proprio questa affascinante mescolanza tra sacro e profano, tra credenza popolare e religiosità, che getta le fondamenta d’un certo tipo di tradizioni culturali, ed ispira alcune suggestioni ed alcune atmosfere dello spettacolo.
La messinscena si avvale di elementi scenici di sicuro impatto: musica dal vivo e canzoni originali, burattini giganti manovrati a vista arricchiscono una rappresentazione davvero coinvolgente, che ci accompagna in un viaggio attraverso la nostra cultura e la nostra tradizione popolare.
Adattamento: Roberta Sandias
Regia: Maurizio Azzurro
Musiche: eseguite dal vivo dal collettivo La Mansarda
Attori in Scena:
Maurizio Azzurro, Paola Maddalena, Ciro Pellegrino, Guido Primicile



