Laboratorio Integrato Ottobre – Novembre 2009
GIOCO TEATRALE E IMPROVVISAZIONE .
Testi di riferimento: La scuola delle mogli, La scuola dei mariti di Moliére
Il gioco teatrale.
Il “gioco teatrale” è un’espressione che di certo può essere legata all’esperienza dei grandi registi-pedagoghi del ’900: era Mejerchold, tra gli altri, a dire che lavorare con gli attori voleva dire spogliarli delle strutture culturali accumulate durante gli anni, per renderli simili ai bambini. Quando i bambini giocano hanno regole precise a cui credono. Come pure è vero che il concetto di gioco è particolarmente forte nelle lingue europee (con esclusione di quella italiana) per indicare il “lavoro dell’attore”. Il verbo giocare viene utilizzato in molte lingue indifferentemente se riferito a interpretare un ruolo, suonare uno strumento, o semplicemente giocare. Come fanno i bambini.
Struttura del corso
Il corso è diviso in 8 incontri di due ore ciascuno.
La prima parte del corso verterà sul gioco teatrale e in particolare sull’uso della voce.
La seconda parte avrà come punto centrale la definizione di un testo che fondi le sue basi sulle necessità della scena e la sua ipotesi di messinscena.
Argomenti del corso
- Il corpo e lo spazio, il corpo dell’altro, suoni e voci, i quattro elementi, il gioco e la forma, ritmo, coordinazione, equilibrio, i grandi movimenti, i 5 atteggiamenti.
- L’improvvisazione: guidata, di gruppo, singola.
- Ipotesi di un testo e di un’azione scenica.
Per un corretto svolgimento del corso, gli allievi devono aver già letto i due testi di Moliere.
Breve bibliografia:
Jacques Lecoq, Il corpo poetico, Milano, Ubulibri, 2001;
Moliere, La scuola delle Mogli, La Scuola dei Mariti;
Keith Johnstone, Impro, Roma, Dino Audino Editore, 2004.
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