Che cos’è la Fabula
Atellana?

L’atellana fu un genere di commedia dai toni farseschi, originariamente in lingua osca, in uso già dal IV secolo a.C.

Questo primitivo tipo di spettacolo teatrale, giocoso e licenzioso, sorse presso gli Osci di Atella (da cui prese il nome), una città della Campania tra le attuali Orta di Atella, Caivano, Sant’Arpino, Frattaminore, Succivo, Gricignano di Aversa e Cesa.

Fu importata a Roma nel 391 a.C. come ci racconta lo storico Tito Livio. (liber VII ad urbe Condita).

L’Atellana nel tempo

Si possono distinguere 4 fasi nello sviluppo di questo genere teatrale:

1. L’ Atellana Preletteraria, ovvero l’atellana delle origini, in lingua osca, sorta intorno al V Sec. a. C.

2. L’ Atellana intermedia: cronologicamente posta tra la fase pre-letteraria e quella letteraria, e testimoniata da alcuni versi plautini che ne attestano la sua presenza a Roma intorno al III Sec. a.C. (I suddetti versi lasciano ipotizzare che lo stesso Plauto fosse stato in gioventù attore di farse atellane).

3. L’ Atellana letteraria che risale a l’età sillana e che ha come massimi esponenti gli autori Pomponio e Novio, delle cui opere ci sono giunti alcuni titoli e frammenti.

4. L’ Atellana imperiale.

Le maschere

La fabula atellana era caratterizzata da maschere che rappresentavano tipi fissi.

Maccus: lo sciocco sbeffeggiato, dal greco μακκoàν “fare il cretino” ma anche con etimologia di origine italica “uomo dalle grosse mascelle”

Bucco: da bucca, termine utilizzato per dire “uomo dalla bocca larga” era il ciarlatano, ghiottone maleducato, il fanfarone che parlava a vanvera.

Pappus: dal greco pappos, traducibile in antenato, altrimenti denominato Casnar in lingua osca, impersonava un vecchio babbeo, vizioso e lussurioso.

Dossenus: a volte identificato come Manduco dalla radice etrusca-ennus, il nome è riconducibile al latino dossum, dorsum, “gobba”; è il gobbo saccente e astuto.

Le nostre proposte drammaturgiche PROSTIBVLVM (ispirato ai frammenti del Prostibulum di Lucio Pomponio) Una delle fabule di cui ci sono pervenute un numero di frammenti tale da poter ricostruire un’esile trama: Bucco attanagliato dalla fame viene indotto alla prostituzione.

CASINA

(Riduzione a Fabula atellana della più “atellana” delle commedie plautine)

Plauto conosceva di certo le atellane, poiché nomina i personaggi in alcune delle sue commedie, anzi, si ritiene che lui stesso fosse un attore atellano: infatti nel prologo dell’Asinara si riferisce a sé stesso come Maccus. Di tutte le commedie plautine Casina è quella che più rispecchi temi tipici della fabula atellana

VELITATIONES

(Insulti tra servi alla maniera dei fescennini versus)

Il fescennino è alle origini del teatro romano arcaico: probabilmente importato dall’Etruria, si ritiene che fosse una forma teatrale con molti punti in comune con la Fabula Atellana. Nel teatro plautino si trasforma in quegli scambi di battute salaci tra servi tipiche di molte commedie.

Fescennina per hunc inventa licentia morem / versibus alternis opprobria rustica fudit”“La licenza fescennina sorta attraverso questa usanza / improvvisò con versi alterni grossolane ingiurie.” Orazio (Epistulae II, 1, 145-146)

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Bibliografia

Raffaelli –Tondini 2010 = R. Raffaelli, A. Tontini (a cura di), L’Atellana letteraria. Atti della prima giornata di studi sull’Atellana. Succivo (Ce) 30 ottobre 2009, Urbino 2010

Raffaelli –Tondini 2013 = R. Raffaelli, A. Tontini (a cura di), L’Atellana preletteraria. Atti della seconda giornata di studi sull’Atellana. Casapuzzano di Orta di Atella (Ce), 12 novembre 2011, Urbino 2013

Monda- 2017 = Maschere e comicità nel teatro popolare italico, in Dal testo alla scena nel teatro classico. Parole e gesto dell’attore comico. E. Matelli (a cura di) Giornata di studio 20 ottobre 2017. Milano 2019

P. Frassinetti, La favola atellana. Saggio sul teatro popolare latino, Genova, 1953;