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	<title>la mansarda &#187; 3.Spettacoli Serali</title>
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	<description>Teatro ragazzi &#124; Laboratori teatrali Caserta</description>
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		<title>PULCINELLATA PRIMA</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 17:09:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[3.Spettacoli Serali]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo spettacolo, allestito in occasione del quattrocentesimo anniversario dell’introduzione di Pulcinella sulle scene come maschera teatrale ad opera del capuano Silvio Fiorillo, trae origine da due testi della tradizione culturale campana: la “Fiaba dell’orco”, dal seicentesco Pentamerone di G. B. Basile, e “Il Prologo di Pulcinella”, una commedia per guarattelle del novecento napoletano.
In entrambe le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo, allestito in occasione del quattrocentesimo anniversario dell’introduzione di Pulcinella sulle scene come maschera teatrale ad opera del capuano Silvio Fiorillo, trae origine da due testi della tradizione culturale campana: la “Fiaba dell’orco”, dal seicentesco Pentamerone di G. B. Basile, e “Il Prologo di Pulcinella”, una commedia per guarattelle del novecento napoletano.<br />
In entrambe le opere, differenti per stile e linguaggio, ricorrono le avventure in cui si barcamenano i personaggi, nonché alcune ambientazioni e alcuni modelli narrativi.L’allestimento vuole essere un pretesto per indagare la figura di Pulcinella, che, approdato sulle scene, porta a compimento un percorso che vede la sua origine perdersi nel tempo.<br />
Lo spettacolo si propone dunque di affrontare una ricerca sulle origini di questa maschera, che risalgono a tempi arcaici e che racchiudono significati antropologici che vanno al di là della figura oleografica che è oggi approdata nell’immaginario collettivo. Pulcinella racchiude una sua “sacralità”, era considerato un tramite tra il regno dei morti e quello dei vivi, ed è carico di significati simbolici, al confine tra sacro e profano.<br />
Ed è proprio questa affascinante mescolanza tra sacro e profano, tra credenza popolare e religiosità, che getta le fondamenta d’un certo tipo di tradizioni culturali, ed ispira alcune suggestioni ed alcune atmosfere dello spettacolo.<br />
La messinscena si avvale di elementi scenici di sicuro impatto: musica dal vivo e canzoni originali, burattini giganti manovrati a vista arricchiscono una rappresentazione davvero coinvolgente, che ci accompagna in un viaggio attraverso la nostra cultura e la nostra tradizione popolare.</p>
<p><strong>Adattamento</strong>: Roberta Sandias<br />
<strong>Regia</strong>: Maurizio Azzurro<br />
Musiche: eseguite dal vivo dal collettivo La Mansarda</p>
<p><strong>Attori in Scena:</strong><br />
Maurizio Azzurro, Paola Maddalena, Ciro Pellegrino, Guido Primicile</p>
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		<title>MILES GLORIOSUS &#124; Plauto, alla maniera di Petrolini</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 11:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[3.Spettacoli Serali]]></category>
		<category><![CDATA[gloriosus]]></category>
		<category><![CDATA[miles]]></category>
		<category><![CDATA[petrolini]]></category>
		<category><![CDATA[plauto]]></category>
		<category><![CDATA[soldato]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tito Maccio Plauto
Miles gloriosus (Il soldato spaccone ) è una commedia scritta dall&#8217;autore latino Plauto tra la fine del III e l&#8217;inizio del II secolo a.C.Il titolo è riferito al soldato Pirgopolinice, un millantatore noto per le sue spropositate ed infondate spacconerie.
Lo spettacolo vuole essere un omaggio a Ettore Petrolini, grande attore e drammaturgo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Tito Maccio Plauto</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Miles gloriosus (Il soldato spaccone ) è una commedia scritta dall&#8217;autore latino Plauto tra la fine del III e l&#8217;inizio del II secolo a.C.Il titolo è riferito al soldato Pirgopolinice, un millantatore noto per le sue spropositate ed infondate spacconerie.<br />
Lo spettacolo vuole essere un omaggio a Ettore Petrolini, grande attore e drammaturgo italiano, specializzato nel genere comico , nonché uno dei massimi esponenti di quelle forme di spettacolo a lungo considerate come teatro minore (il varietà, la rivista e l&#8217;avanspettacolo), ed in particolare alla sua storica messa in scena del “Nerone”.<br />
Affrontare Plauto alla “maniera” di Petrolini, suggerisce una sorta di viaggio ideale nel teatro comico italiano, che affonda le sue radici nella Farsa Atellana e nella Commedia Plautina  fino a giungere al varietà di Petrolini.<br />
La forza dissacratoria delle macchiette di Petrolini, il loro linguaggio funambolico, il loro gusto dell&#8217;assurdo suscitano l&#8217;entusiasmo dei Futuristi, che all’inizio del novecento proclamarono ad alta voce la loro volontà di annientare il  teatro borghese.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/12/foto54.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-140" title="foto54" src="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/12/foto54.jpg" alt="" /></a></p>
<p> </p>
<p>Adattamento: <strong>Roberta Sandias</strong><br />
Regia: <strong>Maurizio Azzurro<br />
</strong>Musiche: <strong>Maria Gabriella Marino<br />
</strong>Disegni luci: <strong>Pasquale Papa</strong></p>
<p>Attori in Scena:<br />
<strong>Maurizio Parlati, Maurizio Azzurro, Roberta Sandias,<br />
Paola Maddalena,  Pasquale Napolitano, Simona di Maio, Michele Tarallo</strong></p>
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		<title>IN LAUDE DELLA DISCORDIA/La locanda dei comici</title>
		<link>http://www.lamansarda.com/la-locanda-dei-comici-in-laude-della-discordia/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 11:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[3.Spettacoli Serali]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Spettacolo di Commedia dell’arte su testi di
Goldoni, Moliere, Cervantes, Quinnones de Benavente, Calderon de la Barca.
Lo spettacolo si ispira ai personaggi ed alle trame dei canovacci tipici della Commedia dell’Arte.
In scena tredici attori danno vita ad un travolgente spettacolo, ricco di situazioni comiche.: lazzi, intrecci, intrighi, corteggiamenti ed inseguimenti: tutti ingredienti di sicura presa.
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Spettacolo di Commedia dell’arte su testi di<br />
Goldoni, Moliere, Cervantes, Quinnones de Benavente, Calderon de la Barca.</strong></p>
<p>Lo spettacolo si ispira ai personaggi ed alle trame dei canovacci tipici della Commedia dell’Arte.</p>
<p style="text-align: justify;">In scena tredici attori danno vita ad un travolgente spettacolo, ricco di situazioni comiche.: lazzi, intrecci, intrighi, corteggiamenti ed inseguimenti: tutti ingredienti di sicura presa.<br />
La Commedia dell’Arte è una forma di rappresentazione teatrale nata e sviluppatasi in Italia nel corso del Cinquecento. La definizione Commedia dell’Arte (il termine “arte” qui ha il significato medievale di mestiere) venne appositamente creata per distinguere il teatro rappresentato da attori di professione. Le compagnie professioniste erano composte da artisti e acrobati girovaghi, che non mettevano in scena veri e propri testi ma, basandosi su un canovaccio, rappresentavano vicende ispirate alla realtà quotidiana, arricchite con numeri acrobatici, danze e canti. I Comici dell’Arte elaborarono una squisita convenzione recitativa, fondata da un lato sul loro virtuosistico eclettismo di attori, e dall’altro sulla straordinaria invenzione delle maschere, che riproducevano alcuni caratteri ben definiti e chiaramente riconoscibili, ed altro non erano che i tipi fondamentali della società contemporanea: i Servi o Zanni, sempliciotti e pasticcioni (ad esempio Pulcinella) o più abili e scaltri (Arlecchino), il mercante ricco e intraprendente (Pantalone), i giovani innamorati di buona famiglia, il Dottore, pedante accademico che in un latino maccheronico pronunciava in tono saccente frasi prive di senso, la fantesca linguacciuta e civettuola ed il Capitano Spaccone. Ognuno di loro si specializzava in quella che gli era più congeniale, per essa sviluppava un repertorio di lazzi, un preciso linguaggio, una vera e propria tipologia che poi diventava patrimonio comune di quanti avrebbero indossato in seguito quella stessa maschera.<br />
All’apice del proprio splendore, tra il XVI ed il  XVII secolo, la Commedia dell’Arte si diffuse in tutta Europa, influenzando fortemente tutte le forme teatrali coeve, (Molière, Shakespeare, il Teatro Spagnolo del secolo d’oro) e gettando le basi per il teatro moderno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff6600;">Spettacolo vincitore della V edizione del Festival Nazionale  &#8220;Pinocchio&#8221; Città di Salerno</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/09/In-Laude-delladiscordia-3-724x1024.jpg" alt="In Laude delladiscordia 3" width="260" height="368" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Adattamento: <strong>Roberta Sandias<br />
</strong>Messa in scena: <strong>Maurizio Azzurro<br />
</strong>Costumi: <strong>Maria</strong> <strong>Pennacchio<br />
</strong>Maschere: <strong>Maria Laura Bonocore<br />
</strong>Disegni luci: <strong>Pasquale Papa<br />
</strong><br />
Attori in scena:<br />
<strong>Maurizio Azzurro, Angelo Callipo, Luca Cuomo, Gennaro Di Colandrea, Valentina Elia, Stefania Frattari, Paola Maddalena, Teresa Mastroianni, Pietro Marullo, Ciro Pellegrino, Rita Pinna, Roberta Sandias, Michele Tarallo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fascia d&#8217;età consigliata:</strong> per tutti</p>
<p><strong>Scarica scheda spettacolo:</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>NON COLPEVOLE &#124; processo ad un nazista modello</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 11:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[3.Spettacoli Serali]]></category>

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		<description><![CDATA[L’11 Aprile del 1961 viene processato davanti al tribunale di Gerusalemme Otto Adolf Eichmann.
Il criminale nazista nega ogni responsabilità personale di fronte ai quindici capi d’imputazione che gli vengono contestati, asserendo di aver obbedito solo ad ordini superiori. Così, con quella sua aria all’apparenza mite, con quel suo mostrarsi come un uomo tranquillo, “Normale” , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’11 Aprile del 1961 viene processato davanti al tribunale di Gerusalemme Otto Adolf Eichmann.<br />
Il criminale nazista nega ogni responsabilità personale di fronte ai quindici capi d’imputazione che gli vengono contestati, asserendo di aver obbedito solo ad ordini superiori. Così, con quella sua aria all’apparenza mite, con quel suo mostrarsi come un uomo tranquillo, “Normale” , Eichmann incarna perfettamente l’immagine spaventosa di un grigio, efficiente burocrate al servizio del male, un impiegato modello insomma specializzato nello sterminio scientifico degli esseri umani.<br />
Lo spettacolo ripercorre, con inserti filmati originali, le fasi di questo processo, che, se non lascia alcun dubbio sul verdetto finale di colpevolezza, apre però una serie di riflessioni su come la grande macchina hitleriana della soluzione finale si possa essere servita, oltre che di belve feroci del calibro di Himmler o Goebbels, anche di mille altri esecutori fedeli e ciechi degli ordini ricevuti.<br />
L’Olocausto è stato certo opera di menti diaboliche ma anche di freddi e precisi tecnici che nella loro normalità si somigliano tutti e soprattutto ci somigliano. Il caso Eichmann dimostra che quanto più il male può apparire banale tanto più bisogna temerlo.</p>
<p><a href="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/09/non_colpevole.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-104" style="FLOAT: left" title="non_colpevole" src="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/09/non_colpevole-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/09/non_colpevole.jpg"></a>Drammaturgia: <strong>Angelo Callipo<br />
</strong>Regia: <strong>Angelo Callipo<br />
</strong>Disegno luci: <strong>Pasquale Papa</strong></p>
<p>Attori in scena:<br />
<strong>Maurizio Azzurro, Paola Maddalena, Pietro Marullo, Monica Porzio, Michele Tarallo</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LISISTRATA</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 11:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratto dalla commedia di Aristofane
“Dei vostri uomini che sono lontani in guerra non avete desiderio? So bene che ad ognuna di voi il suo uomo è lontano”
Questa divertente commedia del greco Aristofane, tratta con ironia un tema attuale e scottante: la posizione delle donne rispetto alla guerra ed il desiderio della pace, ed inoltre può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/09/img_9686.jpg"></a><a href="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/09/img_9686.jpg"></a><strong><a href="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/12/lisitrata.jpg"></a>Tratto dalla commedia di Aristofane</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Dei vostri uomini che sono lontani in guerra non avete desiderio? So bene che ad ognuna di voi il suo uomo è lontano”<br />
Questa divertente commedia del greco Aristofane, tratta con ironia un tema attuale e scottante: la posizione delle donne rispetto alla guerra ed il desiderio della pace, ed inoltre può senz’altro definirsi  il primo testo della cultura occidentale che affronti il problema dell&#8217;emarginazione femminile.<br />
Questi argomenti, tuttavia, vengono  trattati  dall’autore in chiave ironica e divertente. Il titolo della commedia deriva dal nome dell&#8217;eroina protagonista, Lisistrata ovvero: &#8220;colei che scioglie gli eserciti&#8221;. La vicenda è nota: l&#8217;ateniese Lisistrata, per mettere fine alla lunga guerra del Peloponneso che travaglia la Grecia, convince tutte le donne elleniche a uno sciopero dell’amore, di carattere ricattatorio; in appoggio a questo sciopero fa occupare dalle concittadine l&#8217;Acropoli, ove era conservato il tesoro della lega di Delo. Di fronte a un ricatto del genere, gli uomini della Grecia non possono che cedere.<br />
Il gran numero di attori in scena, fa sì che la commedia si sviluppi tra schermaglie divertenti  e conflitti appassionanti, che vedono contrapposti uomini e donne, azioni sceniche di grande impatto, colpi di scena e momenti poetici.</p>
<p><a href="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/12/lisitrata.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-147" title="lisitrata" src="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/12/lisitrata-178x300.jpg" alt="" width="178" height="300" /></a></p>
<p>Adattamento: <strong>Roberta Sandias<br />
</strong>Regia <strong>Maurizio Azzurro<br />
</strong>Maschere: <strong>Emilio Bianconi<br />
</strong>Disegni luci <strong>Pasquale Papa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Attori in scena:<br />
<strong>Valentina Elia, Stefania Frattari, Paola Maddalena,<br />
</strong><strong>Rita Pinna, Roberta Sandias, </strong><strong>Gennaro Di Colandrea,<br />
</strong><strong>Fabrizio Di Zazzo, Pietro Marullo, Michele Tarallo, Fiorella Corbo, Fabiola D&#8217;Agostino, Teresa Mastroianni, Diane Patierno,<br />
Emanuela Pelliccia, Martina Picciola, Francesca Porzio,<br />
Brunella Spina, Dario Agrillo, Vittorio Camarota, Luca Cuomo,<br />
Pasquale D&#8217;orso, Andrea Palermo, Giuseppe Santabarbara</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>IO MI RICORDO TUTTO</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 11:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/11/cazzo.jpg"></a></p>
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		<title>UN COLTELLO IN TASCA</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 11:03:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[3.Spettacoli Serali]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno spettacolo sul bullismo
da un&#8217;idea liberamente ispirata all&#8217;omonimo racconto di Alberto Moravia
Ci sono tanti modi per sentirsi sicuri. A volte basta avere un coltello in tasca. Basta averlo sin dai tempi della scuola. Con quel coltello puoi imporre la tua volontà, puoi far sentire gli altri più deboli, puoi convincere te stesso di essere importante. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Uno spettacolo sul bullismo<br />
da un&#8217;idea liberamente ispirata all&#8217;omonimo racconto di Alberto Moravia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono tanti modi per sentirsi sicuri. A volte basta avere un coltello in tasca. Basta averlo sin dai tempi della scuola. Con quel coltello puoi imporre la tua volontà, puoi far sentire gli altri più deboli, puoi convincere te stesso di essere importante. Ma quel coltello può diventare anche facilmente l&#8217;unico filo rosso che unisce ogni gesto della tua vita.<br />
E&#8217; quello che accade al protagonista dello spettacolo. Cresciuto, sin dai banchi di scuola, con la spregiudicata sicurezza che un coltello possa risolvere ogni cosa, egli continua a mettere in pratica atteggiamenti spavaldi e comportamenti arroganti propri di chi confida appunto in un coltello più che sulla propria ragione. Tuttavia, un incontro inaspettato cambierà all&#8217;improvviso il corso della sua vita, mandando in frantumi una sicurezza che spesso è solo di facciata e facendo emergere quelle debolezze che per lunghi anni sono state semplicemente rimosse, ma che appartengono ad ogni uomo.<br />
Tutto lo spettacolo, pur partendo dall&#8217;idea di un racconto di Moravia, dipana una storia del tutto originale, nel corso della quale il protagonista scopre lentamente e sorprendentemente che l&#8217;essenza più profonda dell&#8217;uomo non risiede nella capacità di costruirsi una maschera, bensì nel dare spazio a quello che si è veramente, aprendosi in tal modo la strada ad un futuro nuovo e sicuramente migliore.<br />
Conoscere se stessi è l&#8217;unico modo per gettare via un coltello che per troppo tempo si è tenuti in tasca.</p>
<p>Drammaturgia: <strong>Angelo Callipo<br />
</strong>Regia: <strong>Angelo Callipo</strong><br />
Scene: <strong>Ennio Ecuba e Veronica Netti<br />
</strong>Disegno luci: <strong>Pasquale Papa</strong></p>
<p>Attori in scena:<br />
<strong>Mariano Massa, Maurizio Azzurro, Michele Tarallo, Lorena De Marino</strong></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>VIOLA</title>
		<link>http://www.lamansarda.com/viola/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 11:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[3.Spettacoli Serali]]></category>

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		<description><![CDATA[
Azione scenica da G. B. Basile
La fiaba del Basile che racconta le peripezie della giovane Viola è narrata da dodici attori, un coro che non interpreta ma “racconta” i personaggi, in una sorta di “straniamento” che sottolinea ancora di più l’artificio del teatro.
 La rappresentazione si sviluppa attraverso un vero e proprio  gioco scenico che adopera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/09/ottobre07-035.jpg"></a><a href="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/09/ottobre07-035.jpg"></a></p>
<p><strong><a href="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/09/ottobre07-036.jpg"></a>Azione scenica da G. B. Basile</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La fiaba del Basile che racconta le peripezie della giovane Viola è narrata da dodici attori, un coro che non interpreta ma “racconta” i personaggi, in una sorta di “straniamento” che sottolinea ancora di più l’artificio del teatro.<br />
 La rappresentazione si sviluppa attraverso un vero e proprio  gioco scenico che adopera a pretesto le vicende della storia per indagare espedienti e trovate in grado di tramutare il racconto in spettacolo. Ed è così che gli attori giocano con le voci e le azioni, gli strumenti e gli oggetti, lo spazio ed il ritmo, la musica e la danza popolare e con un burattino a bastone animato a vista, coinvolgendo il pubblico nel racconto delle vicende della giovane Viola, delle sorelle gelose, del principe Ciullone , delle tre fate madrine e dell’orco.</p>
<p><strong><a href="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/09/ottobre07-036.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-114" style="FLOAT: left" title="ottobre07-036" src="http://www.lamansarda.com/wp-content/uploads/2008/09/ottobre07-036-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></strong></p>
<p>Drammaturgia: <strong>Roberta Sandias<br />
</strong>Regia: <strong>Maurizio Azzurro<br />
</strong>Pupazzi: <strong>Emilio Bianconi</strong><br />
Disegno luci: <strong>Pasquale Papa<br />
</strong><br />
Attori in scena:<br />
<strong>Ciro Pellegrino, Pietro Marullo, Gennaro Di Colandrea, Roberta Sandias, Paola Maddalena, Michele Tarallo,  Valerntina Elia, Rita Pinna, Stefania Frattari,Nuvoletta Lucarelli, Brunella Spina, Luca Cuomo.</strong></p>
<p> </p>
<p>Durata 35 minuti.</p>
]]></content:encoded>
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